Partenza intorno alle 16:30.
Il percorso della parata sarà il seguente:
Corso Principe Eugenio, via San Martino, piazza 18 Dicembre, via Cernaia, via Luigi Mercantini, via Giannone, piazza Solferino, via Santa Teresa, via XX Settembre, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, piazza Vittorio Veneto.

A Vercelli al suo primo Pride che apre la stagione.

In tantissimi abbiamo partecipato alla marcia per i diritti e per un mondo senza discriminazioni. Neanche la grandine e i fulmini hanno fermato il pacifico e colorato corteo. L'arcobaleno vince sempre.

Video dell' intervento di Angela Mazzoccoli al Pride di Vercelli (58MB)

 

Vorrei rispondere al direttivo e ai soci di Li.F.E. e alle signore Tiziana, Barbara e Graziella  che descrivono la loro partecipazione alla “marcia pro famiglia “ di domenica 30 a Verona come una bellissima festa per testimoniare la bellezza della famiglia, il suo valore per la formazione della persona e per il bene della società e come dal Congresso siano arrivati spunti per la politica che deve riprendere e attuare politiche a favore della famiglia.

Bene: ecco i primi provvedimenti: sulle Carte di Identità dei minori tornano le diciture “madre e padre” invece che “genitore” e il contributo baby sitter o asilo nido non è stato prorogato per il 2019.

Il direttivo di LI.F.E. dichiara che il Congresso e la marcia non volevano essere “contro“ nessuno, ma è sufficiente usare la parola “famiglia“ al singolare  invece che “famiglie“ per essere escludenti di moltissime realtà famigliari non riconducibili all’idea di famiglia naturale che questi signori ritengono l’unica forma accettabile: quella composta da un uomo e una donna regolarmente sposati e genitori di prole possibilmente avuta senza il ricorso di fecondazione medicalmente assistita.

Uno strano modo di non essere “contro” quello di distribuire feti di plastica come monito a quelle donne che hanno abortito! Come se abortire non fosse stato un dramma già abbastanza grande per quelle donne che ne hanno ricorso.

Uno strano modo di non essere “contro” quando si perseguitano politiche che ostacolano l’integrazione.

La loro bellissima festa è una danza macabra sulle vite delle persone che per mille motivi non sono riconducibili al loro modello!

Forse sarebbe il caso di riflettere che stiamo parlando di persone. Persone diverse, con caratteristiche diverse, pensieri diversi, esperienze e vissuti diversi, ma con in comune un unico grande bisogno: quello di amare ed essere felici. E amare ed essere felici non è solo un bisogno che rende tutti simili, ma è anche un diritto e un dovere che dovrebbe essere riconosciuto e rispettato da tutti.

 

Elena Broggi

Presidente Agedo Verbania

Associazione di genitori, parenti, amici di persone LGBT

La Comissione Europea Diritti Umani  ha stabilito che il diritto del bambino ad avere entrambi i genitori è più forte del divieto della maternità surrogata. Sta agli stati decidere come farlo, se con la trascrizione o l’adozione. Il parere vale anche per l’Italia.

di Elena Tebano
l'articolo completo del Corriere Della Sera lo trovi QUI:

 

 

Onorevole Sottosegretario Spadafora,

ci rivolgiamo a lei nella nostra qualità di componenti del tavolo sulle questioni LGBTQI da lei instaurato e nel suo ruolo di titolare delle pari opportunità all’interno del Governo che La esprime.
Abbiamo appreso con estremo stupore e preoccupazione della pubblicazione in G.U. del decreto ministeriale che, riportando indietro le lancette della storia, dà indicazioni affinché nelle carte d’identità dei minori sparisca l’inclusiva dicitura “genitori” prevista dalla legge e venga introdotta in modo subdolamente discriminatorio quella di “madre” e “padre”.
Discriminatoria perché, quali che siano gli orientamenti politici e legislativi per il futuro, le famiglie omogenitoriali già esistono ed esistono i figli e le figlie di quelle famiglie che, grazie alla giurisprudenza o all’azione degli uffici anagrafe dei Comuni più lungimiranti, sono oggi, anche per la legge, figli e figlie di entrambe le figure genitoriali.
Figure genitoriali che invece, al di là del genere di appartenenza, sarebbero oggi costrette a rientrare nella categoria inflessibile di “padre“ e “madre”, dando luogo a un’invisibilità, a uno stigma e a un marchio che ricordano periodi bui della storia.
L’attuale Governo non si dimostra un interlocutore affidabile perché al di là delle dichiarazioni non appare in grado di mettere in sicurezza i diritti delle persone LGBTQI, non ne migliora le condizioni di vita e anzi le peggiora.
Crediamo che, al di là della insostenibilità legale di un’impostazione odiosamente discriminatoria, come già confermava il parere del Garante della privacy, e dunque degli esiti dei ricorsi, sia essenziale un chiarimento politico del Governo di cui entrambi, Lei e il Ministro dell’Interno, con le rispettive forze politiche, siete espressione affinché questa pagina odiosa venga cancellata.
Ad oggi possiamo solo valutare i fatti.

AGEDO
ALFI Associazio ne Lesbica Femminista Italiana
Arc
Arcigay
Arcigay Antinoo Napoli
Arcigay Arcobaleno degli Iblei, Ragusa
Associazione di volontariato Libellula
Associazione Esedomani, Terni
Associazione LGBT Quore
Certi diritti
Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli
Di’Gay Project – DGP
EDGE Excellence & diversity by LGBT executives
Famiglie Arcobaleno
I Ken
IGLBC Italian GLBT Business Chamber
Polis Aperta,
Rain Arcigay Caserta
Rete genitori rainbow
Stonewall GLBT
Torino Pride
Ufficio Nuovi Diritti CGIL