Il Gruppo CRC pubblica in occasione dell’anniversario della ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) in Italia il 12° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della CRC in Italia (12° Rapporto CRC) a quasi due anni di distanza del precedente, un lasso di tempo in cui sono intervenuti eventi che ci hanno posto dinanzi a scenari e difficoltà nuove: la pandemia da COVID-19 prima ed il conflitto in Ucraina poi, hanno avuto ed avranno un impatto enorme sulle generazioni presenti e future. Famiglie, Scuola, Servizi stanno vivendo un affaticamento che mette in luce la necessità di un supporto e di un investimento ormai non più rinviabile. Povertà minorile, denatalità e cambiamenti climatici sono fenomeni che il Gruppo CRC continua a monitorare con crescente preoccupazione alla luce dei dati disponibili che mostrano come le misure sinora adottate non siano sufficienti e non abbiano generato l’impatto sperato.

Il testo completo del rapporto è scaricabile dalla sezione DOCUMENTI/GUIDE INFORMATIVE del SITO.
 http://agedotorino.com/index.php/documenti/category/6-guide-informativee/51-i-diritti-dell-infanzia-e-dell-adolescenza-in-italia-crc-2022

 La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Convention on the Rigths of the Child - CRC) è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176

Il testo approvato alla Camera sarà ripresentato in Senato
Mercoledì 27 aprile scade l’embargo di 6 mesi provocato da quella taglio che ha, di fatto, bocciato il disegno di legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.
Ad annunciare la ripresa dei lavori attorno al disegno di legge affossato a fine ottobre è stato Alessandro Zan nella intervista al quotidiano La Repubblica. Il testo sarà lo stesso approvato dalla Camera dei deputati e il confronto ripartirà dalle Commissioni di Palazzo Madama prima di un nuovo approdo in Aula per il voto.

“Sarà ripresentato lo stesso testo, perché è quello che aveva avuto il via libera alla Camera a larga maggioranza, voluto da Pd, M5Stelle, Leu e anche da Italia Viva e da una parte di Forza Italia”...
“Oggi la situazione è diversa: la Lega è in difficoltà, e i trascorsi legami con Putin stanno logorando Salvini e le sue posizioni sovraniste. Siamo nel pieno di una guerra in Europa, dunque la questione dei diritti è urgente e centrale. E mentre il Parlamento è inadempiente sulle leggi di civiltà come questa, che riguarda i crimini d’odio, le persone continuano ad essere oggetto di discriminazione e violenze non per quello che fanno, bensì per quello che sono, semplicemente perché esistono”.



Il 26 gennaio il parlamento francese ha approvato in via definitiva una legge che vieta le terapie di conversione destinate a “curare” l’orientamento sessuale delle persone non eterosessuali, bisessuali o transgender, incluso l’elettroshock.

La legge introduce un nuovo reato per chi pratica questo tipo di terapie, con pene di due anni e 30.000 euro di multa o di tre anni e 45.000 euro se siano coinvolti dei minori.

Dopo altri paesi, come la Germania, il Brasile e il Canada, anche la Francia compie questo passo importante in favore dei diritti umani. L’Italia ancora no.

Da noi, al contrario, queste pratiche esistono ancora e sono purtroppo molto diffuse. Secondo la Società Italiana di Andrologia circa il 10% dei giovani Lgbti è vittima di pratiche tese a correggere l'orientamento sessuale (il numero preciso delle vittime è difficile da quantificare perché si tratta di un fenomeno sommerso).

Queste terapie sono prive di basi scientifiche, sono contrarie a ogni deontologia e possono arrecare gravi danni a chi le subisce, spesso ragazzi e ragazze adolescenti.

È il momento di mettere al bando le terapie di conversione anche in Italia, perché l'identità di genere di ogni persona va rispettata e tutelata.

da Amnesty International - Italia


7 Marzo 2022

Agedo Nazionale, insieme all’associazione Genderlens, ha elaborato una Proposta di Regolamento Scolastico per la ‘Carriera alias’ come suggerimento per i Consigli d’Istituto che desiderano applicarla.
Qui oltre trovate anche l’elenco delle scuole che ci risulta abbiano già attivato la Carriera Alias (aggiornato al 7 marzo 2022) con un totale di 65 scuole).
Al termine dell’articolo trovate un esempio del modulo di richiesta per attivare la Carriera alias da parte delle famiglie o direttamente della persona interessata, e alcune uscite sulla stampa su questo argomento.


Leggi e scarica la Proposta di Agedo e Genderlens

GENDERLENS_AGEDO Proposta-di-Regolamento-Scolastico-per-Carriera-Alias-2 Download

Con questo documento Agedo desidera fornire una traccia alle scuole primarie e secondarie che vogliono inserire nel proprio Regolamento scolastico la ‘carriera alias’.
Si tratta di un accordo di riservatezza tra scuola, studente e famiglia (se minorenne) che permette di inserire nel registro elettronico il nome scelto dalla persona transgender al posto di quello anagrafico, evitando così sofferenze ed episodi di bullismo agli studenti che non si riconoscono nel sesso biologico di nascita. L’ansia di venire chiamati davanti ai compagni con un nome assegnato alla nascita nel quale non si riconoscono spinge molti ragazzi alla depressione e all’abbandono scolastico.


By Sara Giraudi 18 Febbraio 2022


È attivo a Carmagnola il primo sportello di ascolto e di informazione rivolto alle persone LGBTQIAP+ e ai loro familiari, nato dalla collaborazione tra AGEDO Torino e il circolo Margot.
Lo sportello è aperto ogni primo e terzo sabato del mese, dalle 15.00 alle 17.30, presso i locali di via Donizetti, 23.
L’obiettivo dell’iniziativa è supportare i genitori e le famiglie nel percorso di coming out dei figli e delle figlie lesbiche, gay, bisessuali, trans*, poliamorose, +.
La linea d’azione è la stessa adottata da AGEDO, associazione nata nel 1993, che conta più di 35 sedi territoriali e diversi punti di ascolto a livello nazionale. AGEDO si impegna a lavorare nel sociale, per ridurre e abbattere i pregiudizi, le paure e gli stereotipi relativi all’identità sessuale, con l’obiettivo di educare al rispetto delle persone LGBTQIAP+ e ad intervenire contro ogni forma di discriminazione.
Le sue attività sono mirate, nello specifico, a offrire ascolto e accoglienza alle famiglie; prevenire il disagio giovanile attraverso un’informazione corretta e la sensibilizzazione del mondo della scuola; promuovere all’interno delle istituzioni e della cittadinanza i temi del rispetto di tutte le persone e di tutte le soggettività, nell’ottica della promozione di una cultura dell’accoglienza, della relazione e della valorizzazione delle differenze; contrastare la violenza, l’esclusione e le discriminazioni basate sul genere e l’orientamento sessuale a partire dal contesto familiare.
Grazie al supporto di AGEDO Torino, lo sportello – aperto a tutta la cittadinanza – si presenta quindi come uno spazio gratuito di informazione, ascolto, supporto qualificato, confronto, che garantisce massima riservatezza e discrezione. Saranno gli operatori di AGEDO ad occuparsi dell’accoglienza e del supporto alle richieste dell’utenza, affiancati dai volontari del Margot. Oltre al semplice colloquio, saranno organizzati momenti di confronto ed eventi di sensibilizzazione su diversi temi.
“Come associazione, siamo felici di poter offrire uno spazio di incontro e di confronto. Lo sportello ha l’obiettivo di promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, inserendosi all’interno degli altri servizi già attivi al circolo”, spiega la presidente del Margot, Alina Seiceanu.
È possibile contattare lo sportello durante gli orari di apertura del servizio tramite email:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., cellulare 351 7847562 (anche whatsapp)
oppure visitando il sito web www.circolomargot.it/progetti/sportelloagedo/

tratto da : Corriere di Carmagnola