LA LETTERA DI GIANNI REINETTI  

«Le parole pronunciate ieri sera dal neo ministro agli Interni Matteo Salvini, mi lasciano spaventato e preoccupato. Nessuno può arrogarsi il diritto di dire che esiste solo una tipologia di famiglia: quella tradizionale. Inoltre aggiunge “Voglio far parte di un governo con alcune idee chiare. In cui la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà.” Per quanto mi riguarda in Italia nel 2018 esistono le famiglie anche quelle composte da due papà e due mamme che crescono con amore e impegno i loro figli». 

«Comprendo che ieri sia nato il governo più a destra della storia e non a caso il dicastero è solo sulla famiglia e non sulle famiglie. Mi fa male sapere che una parte di paese viene oscurata e viene offesa dalle parole di un ministro che dovrebbe tutelare tutti gli italiani e da un linguaggio non consono. Ancora di più sono sconvolto da come vengono calpestati sentimenti e storie».  
...........

Hanno partecipato tantissime associazioni, eccone alcune.....

     

    

   

Orgoglio di un mamma Agedo (Roberta Bagnasco) al Novara Pride 2018

https://youtu.be/mPxFAMeLqP4

 

Piemonte Pride 2018
Novara 26 maggio, Torino 16 Giugno e Alba 7 Luglio. Perchè in Piemonte noi siamo davvero SPECIALI.

Il claim del 2018, Nessun dorma, richiama chiaramente l’attenzione sui tempi cupi, “bui” e troppo spesso “addormentati” in cui viviamo,: tempi in cui prende piede una cultura della semplificazione ad opera dei “luoghi comuni”, in cui chi è “diverso” o percepito come tale assume facilmente il ruolo di capro espiatorio. Tempi di crisi economica, sociale e culturale in cui rialza la testa un fascismo dai mille volti.
Il Pride di quest’anno, dunque, è dichiaratamente e nettamente antifascista, antirazzista e di lotta, se possibile ancor più delle edizioni precedenti.
L’immagine invece è quella di un pugno: la mano chiusa con le dita piegate e fortemente strette: un segno di lotta ma anche di forza e di vivido incitamento.
Tendere ad afferrare ciò che uno non ha ancora e stringere, invece, ciò che già si è conquistato.
La forza del pugno che si sposa con la purezza cromatica "senza esitazione" e che rimanda all’arcobaleno: rappresentazione cromatica universale del mondo LGBTQI.
Infine, il pugno, simbolo senza tempo, stratificato, che non vuole e non deve ricondurre a un concetto univoco ma che ha l’ambizione di simboleggiare la lotta, anzi le lotte, di tutte e tutti contro il mai sopito avanzare di discriminazioni sempre nuove.
A partire dalla guerra civile spagnola il pugno chiuso è diventato, infatti, simbolo di tutti i movimenti che si opponevano al fascismo. È stato utilizzato successivamente in molte circostanze e da diversi movimenti per i diritti dei gruppi discriminati, in nome della solidarietà e della ribellione: come, ad esempio, il movimento per i diritti civili degli anni Sessanta, il movimento femminista americano o il movimento dei militanti per i diritti dei neri.

Robertina Agedo Novara: https://m.facebook.com/story.php?

L’Italia (del Nord) omofoba che nega i gay pride
“Esibizionismo? No, un aiuto a chi è emarginato”

 Da Trento a Genova, molte amministrazioni dicono no alle manifestazioni “perché si tratta di folklore”
Arcigay: “Facciamo questi eventi pensando a chi ci dice che ha paura di partecipare e si sente colpevole”

 

 Il più coerente è Attilio Fontana: aveva detto no quando era sindaco di Varese e lo ha ribadito ora che è presidente della Lombardia. Nella geografia d’Italia sono sempre di più le realtà dove i Gay pride – le manifestazioni dell’orgoglio omosessuale – non ottengono il patrocinio delle istituzioni: succede nel profondo Nord, a Novara, Genova, Trento e Varese. Il tutto mentre in Italia oltre 50 persone sono vittime di omofobia ogni giorno, secondo i dati diffusi ieri da Gay Help Line per la giornata contro l’omofobia
 
 di RQuotidiano

Il testo completo dell'articolo:
https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/litalia-del-nord-omofoba-ai-gay-niente-patrocinio/

Mai era accaduto che un bambino venisse indicato espressamente come figlio di due donne.
La sindaca Appendino commossa: «Scritto un pezzo di Storia»

  
Il piccolo Niccolò Pietro con le mamme e la sindaca Appendino
Il piccolo Niccolò Pietro con le mamme e la sindaca Appendino

 TORINO - Niccolò Pietro è stato registrato questa mattina all’anagrafe di Torino come figlio di due mamme: Chiara Foglietta, consigliera comunale del Pd, e Micaela Ghisleni. La registrazione dell’atto di nascita - il primo in Italia dove viene indicato espressamente quali genitori due donne - è stato firmato dalla sindaca Chiara Appendino. Questa mattina la prima cittadina, che venerdì aveva dichiarato di essere pronta a “forzare la mano” per riconoscere i figli di tutti, ha proceduto alla trascrizione degli atti di nascita dei figli nati all’estero di altre due coppie gay.

............................. il testo completo dell'articolo:

http://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_23/niccolo-figlio-due-mamme-registrato-all-anagrafe-torino

Ma c'è sempre chi frappone ostacoli, per motivi ideologici, aggrappandosi a leggi che non tengono conto dell'evoluzione della società

Figlio di due madri, Montaruli (FdI): «Governo mandi ispettori a Torino»
La parlamentare contro Appendino: «L’atto di registrazione del bimbo, firmato da Appendino, va impugnato. Un sindaco non può sostituirsi al legislatore»

«Il Governo mandi gli Ispettori nel Comune di Torino per acquisire l’atto di registrazione del bambino con due mamme firmato da Appendino e lo impugni». Lo chiede, in una nota, la parlamentare torinese di Fdi Augusta Montaruli
.
............................. il testo completo dell'articolo: 
http://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_24/figlio-due-madri-montaruli-fdi-governo-mandi-ispettori-torino

Figli di due madri, la diocesi di Torino all'attacco della sindaca Appendino

Il settimanale cattolico: "Strappo che sconcerta"

"Si può pensare che una legge dello Stato venga applicata a libera discrezione degli 8 mila Comuni d'Italia, ciascuno secondo il proprio orientamento? No, lascia davvero sconcertati lo strappo operato lunedì scorso dall'Amministrazione torinese". E' quanto si legge nell'editoriale de La Voce e Il Tempo, settimanale della Diocesi di Torino, sulla registrazione all'anagrafe di Niccolò Pietro e di altri tre bimbi nati da coppie omogenitoriali con la procreazione assistita. 

I cookie ci aiutano a fornirti una buona esperienza di navigazione sul nostro sito. Continuando accetti il loro utilizzo.