Siamo genitori, anzi "due volte genitori", come recita il titolo del nostro storico docufilm con il quale amiamo presentarci per parlare del grande amore verso le nostre figlie e i nostri figli e alla visione del quale ci piacerebbe invitare Lei e tutti i genitori.

Per questo già dal 1993 abbiamo sentito il bisogno di riconoscerci in un'associazione perché siamo accomunati da una stessa condizione: i nostri figli, a un certo punto della loro vita, hanno preso consapevolezza del loro orientamento sessuale, percentualmente minoritario rispetto alla totalità della popolazione, o alcuni di loro hanno sentito di appartenere ad un genere diverso da quello cui erano stati assegnati alla nascita.

 La nostra associazione si chiama A.GE.D.O., Associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBT+ e ha la finalità di sostenere, con una corretta informazione e una aperta condivisione, tutti quei genitori che, a seguito del coming out dei loro figli, da soli non riescono ad adattarsi serena­ mente alla nuova consapevolezza, accompagnandoli, così, verso una "rinascita" che favorisca una seconda, nuova e più completa genitorialità.

 Siamo orgogliosi dei nostri figli, persone serie, affettuose, sane, generose, sensibili, impegnate, come tutti gli altri; amano la vita, lavorano onestamente, contribuendo al benessere della Nazione e cercano la felicità accanto alla persona che sentono di amare.

Allora, ci chiediamo: perché viviamo spesso un disagio anche noi genitori di figli LGBT+? Questo è dovuto alla consapevolezza di una mancata piena inclusione da parte della società di queste nostre figlie e figli che, troppo spesso, sfocia in aperta ostilità. Sono oggetto di insulti, derisione, aggressioni, violenze, per l'unica "colpa" di essere quello che sono e quando escono per incontrare la persona che amano e ci salutano, a volte dobbiamo fare uno sforzo in più per cacciare via un brutto pensiero, reprimere un'inquietudine. Soprattutto nei periodi in cui la cronaca ci restituisce qua­ si ogni giorno notizie davvero terribili e sconfortanti.

Caro Presidente,

i nostri figli non hanno la stessa libertà dei figli eterosessuali; non possono mostrare una te­nerezza, un gesto d'affetto verso la persona che amano quando sono in pubblico; devono reprimere il desiderio di prendersi per mano, anche solo per un attimo, e noi soffriamo nel pensare a questa loro vita nella quale sono costretti a muoversi con circospezione, a volte nascondendosi.

Il nostro amato Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espressamente dichiarato che "la discriminazione non solo viola i diritti umani, ma lede il diritto all'uguaglianza".

 La discriminazione i nostri figli la vivono a scuola, sul luogo di lavoro, durante il percorso della loro formazione scolastica, negli spazi pubblici, nei luoghi di preghiera. Perché questo accade an­ cora oggi in un Paese europeo avanzato?

 Lei dirà che questo è un problema culturale: è vero, ma il progresso culturale spesso segue e accompagna le conquiste civili che sono, a loro volta, sostenute dall'attività legislativa.

Questo è il punto.

 Ci sembra davvero indispensabile che una società civile ritenga intollerabile, e quindi, punibile, un atteggiamento aggressivo e spesso violento, basato esclusivamente sulla discriminazione per motivi legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale, all'identità di genere e alla disabilità. Elementi, questi, propri dell'identità e della dignità degli individui che, pertanto, meritano di ottenere riconoscimento e protezione dall'ordinamento giuridico, per poter essere espressi senza rischiare lo stigma e la violenza generati dalla discriminazione. Questa è fortemente nociva non solo per le persone LGBT+ ma per tutta la società, perché fortemente disgregante e non perseguirla equivale a legittimarla.

Nel nostro Paese, i cittadini italiani non sono trattati tutti allo stesso modo e alle nostre figlie e ai nostri figli è concesso solo da pochi anni una sorta di matrimonio di serie B, l'unione civile anche se il collante con cui costruiscono le loro famiglie è l'amore, lo stesso, e non altro, su cui investono tutti gli individui.

Com'è possibile che, nell'Italia del 2021, alcuni cittadini siano consapevolmente discriminati dallo Stato?

Noi crediamo che, fino a quando le Istituzioni stesse non colmeranno questa ferita non sarà possibile far crescere nei cittadini la consapevolezza del necessario rispetto della varietà dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere.

Il fatto che siano varianti quantitativamente minoritarie non può certo significare che siano qualitativamente inferiori. Esistono e questo è un fatto e uno stato evoluto non può permettersi di coltivare antichi e oscuri pregiudizi, legittimando, senza norme opportune, una inaccettabile discriminazione.

 Presidente, in questi giorni è in attesa di essere discussa in Senato la proposta di legge Zan, che ha per oggetto «Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità», già approvata alla Camera. Noi confidiamo in un Suo autorevole supporto per superare gli ostacoli che incontra anche da parte di alcune forze di governo.

Il tema della tutela dei diritti è sempre centrale, mai secondario e il nostro Paese non può sopportare l'ulteriore protrarsi dell'assenza di una normativa di contrasto all'odio e alla violenza de­terminati dall'appartenenza a gruppi minoritari.

 Come siamo soliti affermare: "è il mondo che deve cambiare, non i nostri figli!"

Noi tutti, consapevoli della Sua poderosa esperienza nelle Istituzioni Europee, confidiamo an­che nel suo intervento per far superare all'Italia e agli italiani il gap che tuttora ci separa dalle democrazie europee più avanzate.

Si tratta di una conquista necessaria per una democrazia matura e per una società più giusta che porterà il nostro Paese ad una evoluzione sociale raggiungibile solo favorendo la cultura del rispetto e dell'inclusione di tutti i "diversi da noi".

 Grazie per l'attenzione, e buon lavoro!

 Torino 29/03/2021

 

L'associazione A.GE.D.O., organizzazione di volontariato nazionale con articolazioni territoriali in tutte le regioni italiane, che raggruppa genitori, familiari e amici di persone lesbiche, gay, bisex, transgender e altre identità sessuali, vuole esprimere una vicinanza affettuosa e un particolare ringraziamento a don Giulio Mignani, parroco di Bonassola (SP).

Questi, nella sua omelia della domenica delle Palme, ha espresso in chiesa, fatto del tutto inconsueto, la sua solidarietà alle coppie dello stesso sesso colpite recentemente dal Responsum della Congregazione per la

Dottrina della Fede secondo il quale viene negata a loro la benedizione a causa della loro condizione di peccato.

A.GE.D.O. è composta da persone, credenti e non credenti, che si riconoscono nei valori propri dell'associazione tra cui la laicità, la non appartenenza partitica, l'accoglienza piena e senza condizioni dei propri figli e figlie e il riconoscimento dei diritti civili e della parità di condizioni per le persone LGBT +.

Pur essendo la nostra una associazione non confessionale ci sta a cuore ciò che si muove nella chiesa cattolica italiana essenzialmente per due motivi: Il primo è dovuto al fatto che i genitori di fede cattolica che aderiscono all'associazione continuano a soffrire per una Chiesa che, come afferma Paolo Rigliano nel suo libro 'Amori senza scandalo': ... "attacca proprio l'essere omosessuale in sé e per sé, a prescindere da ogni esistenza particolare. Quand'anche sia la migliore possibile, essa soggiace alla condanna preventiva "per ciò che si è", per "il disordine" che porterebbe con sé. Una violenza meditata e silenziosa, feroce e pulita, non riservata a nessun altro essere vivente" ... . Il secondo consiste nell'influenza che la Chiesa stessa come istituzione esercita, spesso indebitamente, sulla politica italiana quando si tratta di diritti civili. E' palese inoltre la strumentalizzazione della dottrina cattolica messa in atto da alcuni partiti in funzione di politiche palesemente omofobe e che negano la gravità delle discriminazioni e delle offese di cui sono oggetto ancora quotidianamente le persone LGBT+.

Per questi motivi A.GE.D.0. apprezza e accoglie con gratitudine le parole di don Giulio Mignani come un contributo coraggioso, importante, per un cambiamento dello sguardo della Chiesa cattolica italiana e non solo nei confronti delle persone LGBT +.

A.GE.D.O . ha da tempo intrapreso una serie di confronti, di condivisioni, con realtà e gruppi di genitori credenti con figli e figlie LGBT +(Tenda di Gionata, Il Guado, Rete 3 Volte Genitori) allo scopo di allargare sul territorio nazionale la rete dei genitori che, pur con provenienze diverse, sono accomunati dall'amore incondizionato per le proprie figlie e figli e dal desiderio che, come tutti, possano aspirare alla felicità.

 

Fiorenzo Gimelli, presidente nazionale

Mario Caproni, Presidente di Agedo Trentino e responsabile dei rapporti con il mondo religioso

 

AGEDO Nazionale -ODV 2° livello

Associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBT+

Sede legale: Via Bernardino Lanino,:3 -10152-Torino
CF 97783340017

Sede amministrativa - via Be,zzecca 4- 20135 Milano (Ml)

Tel. +39-02-54122211 - www.agedonazionale.org - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Presidente: Fiorenzo Gimelli - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il 4 novembre scorso l’Aula della Camera ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge recante misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità. A votare a favore anche cinque deputati di Forza Italia, perché, come ha detto la senatrice Gabriella Giammanco, «la lotta all’omofobia non ha colore politico».
Da allora sono già trascorsi mesi senza che in Senato sia stato compiuto alcun passo per calendarizzarne il testo. Cosa, questa, ancor più deplorevole se si tiene in conto quanto Usa e Ue hanno fatto, anche in tempi di Covid, per il contrasto normativo a tali discriminazioni e violenze. In tale ottica suonano quasi come un monito inascoltato le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi, che il giorno del suo insediamento ha parlato di un «governo decisamente atlantista ed europeista».

Chiediamo perciò che la Commissione Giustizia del Senato proceda con la massima celerità alla calendarizzazione e approvazione del testo già licenziato dalla Camera senza stralci, sconti o deroghe che ne pregiudichino la bontà. Troppe volte ci siamo trovate e trovati di fronte alla possibilità di avere una legge di tutela contro i reati d’odio così come già realizzato in tante democrazie occidentali. Troppe volte questa possibilità si è arenata. Oggi vi chiediamo di fare presto e bene così che la pdl possa approdare in Aula del Senato per l’approvazione definitiva.

Quali sono gli obiettivi della legge contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo?

Questo video di Ren ne spiega tutti i contenuti.

Omofobia, no della Lega. La legge al Senato spacca la maggioranza.
Già approvata alla Camera il 4 novembre scorso, la legge che prende il nome dal suo primo firmatario, il deputato dem e attivista Lgbt Alessandro Zan, attesa da anni, giace in un cassetto.
Una settimana fa è stata annullata la riunione dell’ufficio di presidenza della commissione del Senato, che doveva solo decidere quando ricominciare a discutere la legge Zan.

Dopo l’episodio del professore della scuola paritaria “La Traccia” di Calcinate (Bg) che indottrinava le sue studentesse e i suoi studenti descrivendo l’omosessualità in termini fuorvianti, discriminanti, offensivi e privi di qualsiasi aderenza agli studi scientifici, ecco che viene segnalato il libro “Coraggio Andiamo” edito La scuola adottato per l’insegnamento della religione in un Liceo Linguistico altrettanto ricco di calunnie sull’omosessualità e sulle persone omosessuali.
Agedo Nazionale chiede formalmente che si prendano al più presto provvedimenti e che i libri di testo vengano seriamente controllati prima di essere adottati, anche quelli di religione. Informazioni di questo tipo oltre ad offendere, minano la già scarsa autostima delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi che vanno scoprendo un orientamento sessuale non previsto e legittimano discriminazione, offese e bullismo nei loro confronti. La scuola deve essere un ambiente sicuro e affettivo (come l’ha definito il ministro Patrizio Bianchi) per tutte e tutti.

Fiorenzo Gimelli, presidente Agedo Nazionale 

Elena Broggi, vicepresidente Agedo Nazionale