Il 26 gennaio il parlamento francese ha approvato in via definitiva una legge che vieta le terapie di conversione destinate a “curare” l’orientamento sessuale delle persone non eterosessuali, bisessuali o transgender, incluso l’elettroshock.

La legge introduce un nuovo reato per chi pratica questo tipo di terapie, con pene di due anni e 30.000 euro di multa o di tre anni e 45.000 euro se siano coinvolti dei minori.

Dopo altri paesi, come la Germania, il Brasile e il Canada, anche la Francia compie questo passo importante in favore dei diritti umani. L’Italia ancora no.

Da noi, al contrario, queste pratiche esistono ancora e sono purtroppo molto diffuse. Secondo la Società Italiana di Andrologia circa il 10% dei giovani Lgbti è vittima di pratiche tese a correggere l'orientamento sessuale (il numero preciso delle vittime è difficile da quantificare perché si tratta di un fenomeno sommerso).

Queste terapie sono prive di basi scientifiche, sono contrarie a ogni deontologia e possono arrecare gravi danni a chi le subisce, spesso ragazzi e ragazze adolescenti.

È il momento di mettere al bando le terapie di conversione anche in Italia, perché l'identità di genere di ogni persona va rispettata e tutelata.

da Amnesty International - Italia

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