Il Coordinamento Torino Pride Pare apprende con viva preoccupazione due notizie. Quella che vedrebbe il Governo italiano promotore dell’ingresso del Vaticano come membro permanente presso Organizzazione Mondiale della Sanità. E l’annuncio da parte della Santa Sede, dopo la nota della presidenza della CEI a fine aprile scorso, della propria contrarietà al DDL Zan, in discussione al Senato della Repubblica, contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo perché non compatibile con il Concordato che l’Italia ha stipulato con la stessa Santa Sede molti anni orsono.

“Le due notizie sono entrambe di una gravità estrema. La prima perché potrebbe minare la laicità di organismo che proprio nel suo essere sovranazionale deve dare indicazioni, pareri e sostenere la salute di tutti e tutte le cittadine del Mondo comprese le persone trans e in generale le donne che ancora oggi sono vittime di molte “aggressioni” legislative, fisiche e psicologiche. La seconda perché il Vaticano, che non è uno stato democratico, si inserisce nella discussione democratica di un Paese che tra i suoi fondamenti ha la laicità e che si è, fortunatamente, liberato dal giogo del potere temporale del Papa da moltissimi anni.

Al netto della libertà di espressione, tutelata dalla nostra Costituzione, ci chiediamo se mai potesse venire in mente al Presidente francese di insinuarsi nella discussione di un libero Parlamento chiedendo di modificare un Disegno di Legge già approvato in un Ramo dello stesso.

Riteniamo indispensabile da tempo una rivalutazione del Concordato ma in questa circostanza sarebbe sufficiente che il Vaticano non si occupasse di cose che non gli competono e che il Governo Italiano si astenesse da improvvide ingerenze internazionali. Chiediamo l’approvazione della legge nel testo già approvato alla Camera e Rivendichiamo una decisione parlamentare laicamente assunta” dichiara Alessandro Battaglia a nome del Coordinamento Torino Pride.

 

Coordinamento Torino Pride GLBT www.torinopride.it 

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