Caro Augias e caro Floris,

abbiamo deciso di interloquire con voi perché vi consideriamo giornalisti seri e non prevenuti nei confronti delle persone LGBT+.

Ieri (19/05/2020) durante la trasmissione “ Di Martedì” é stato fatto pregevolmente un riferimento alla proposta di legge contro la omo-bi-trans fobia ( cd Zan) che dovrebbe essere discussa a breve dalla Camera dei Deputati ma i vostri discorsi sono stati infarciti di approssimazioni, inesattezze e (pre)giudizi che visto la vostra autorevolezza ci hanno lasciato sgomenti.

Ci corre sottolineare che le parole “deviazioni ” e “scelta” quando riferite ad orientamento sessuale o identità di genere sono sempre sbagliate. Si tratta di caratteristiche intrinseche delle persone su cui la volontà dell'individuo non incide e l'unica scelta è semmai quella di negare, a volte anche a se stessi, quello che si é per evitare stigma ed intolleranza ed andare incontro ai desideri di una società escludente, che tende a classificare tutti in poche comode caselle e a pensare che il benessere dei molti sia basato sulla sofferenza di minoranze.


Lo vediamo tutti i giorni che gruppi politici, apertamente, e gruppi religiosi, usano in modo identitario e per attirare consenso, il coltivare discriminazioni ed ostracismo richiamandosi quando va bene alle scritture o ad una idea di famiglia tradizionale molto tranquillizzante ma terribile, se pensiamo all'Italia fino agli anni 70.
Purtroppo la bandiera dei diritti, tutta, che comprende naturalmente anche quelli dei migranti, di persone di etnia o fedi religiose diverse, del fine vita, dei carcerati etc, sembra che sia faticosa per molti da innalzare.

Pensate realmente che possa esserci contrasto tra diritti umani e civili e diritti sociali, il lavoro, il benessere economico?
Il ritornello prima occupiamoci di lavoro e poi penseremo al resto é totalmente sbagliato e noi lo rigettiamo con forza e ci augureremmo che contro una narrazione che spesso sembra unica si levino molte voci che ne costruiscano un’ altra.

A me pare che il “nemico interno” sia facile argomento da usare per evitare di rispondere a fette di popolazione sempre più nel bisogno.
A volte il panorama sembra scoraggiante, sentiamo che molti si scagliano contro la proposta di legge in nome della libertà di pensiero e parola visti come assoluti e non perdono occasione di usare un linguaggio becero ed offensivo.

Vorrei richiamare il semplice principio che la mia libertà finisce dove inizia la tua e che le norme fanno si che ci possa essere una civile convivenza al posto della “legge del taglione” e della sopraffazione del forte con il debole.
Non si tratta di impedire l'esprimere idee diverse ma che le espressioni di odio, le aggressioni legate ad orientamento ed identità siano considerati reati. Queste norme sono presenti nella legislazione di moltissime nazioni europee e sono patrimonio consolidato dell'ONU e della UE, basti ricordare per tutti l' Art. 21.1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: «È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale».

Naturalmente vediamo bene qual è il contesto oggi ma non pensiamo che si possa essere stanchi o desistere. Non è un destino ineluttabile anzi molti passi avanti sono stati fatti nel nostro paese in questi ultimi anni e chi pensa di tornare indietro si sbaglia di grosso.

Noi, i nostri figli, i nostri fratelli e sorelle, i nostri genitori, i nostri amici siamo usciti allo scoperto e niente e nessuno ci farà tacere o ci farà nascondere o vergognare.

In una società moderna non sono le maggioranze che dovrebbero tutelare le minoranze?

Termino sottolineando le parole autorevoli del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronunciate 3 giorni fa in occasione della Giornata internazionale contro l'omo-bi-transfobia
"La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all'attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri. Operare per una società libera e matura, basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione delle persone, significa non permettere che la propria identità o l'orientamento sessuale siano motivo di aggressione, stigmatizzazione, trattamenti pregiudizievoli, derisioni nonché di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale".

Ci piacerebbe poter approfondire con voi queste nostre convinzioni radicate che nascono da oltre un quarto di secolo di presenza e battaglie non sempre facili.

Con stima

Torino 20/05/2020

Per AGEDO Nazionale

Il Presidente
Fiorenzo Gimelli

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http://www.agedonazionale.org

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