LA LETTERA DI GIANNI REINETTI  

«Le parole pronunciate ieri sera dal neo ministro agli Interni Matteo Salvini, mi lasciano spaventato e preoccupato. Nessuno può arrogarsi il diritto di dire che esiste solo una tipologia di famiglia: quella tradizionale. Inoltre aggiunge “Voglio far parte di un governo con alcune idee chiare. In cui la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà.” Per quanto mi riguarda in Italia nel 2018 esistono le famiglie anche quelle composte da due papà e due mamme che crescono con amore e impegno i loro figli». 

«Comprendo che ieri sia nato il governo più a destra della storia e non a caso il dicastero è solo sulla famiglia e non sulle famiglie. Mi fa male sapere che una parte di paese viene oscurata e viene offesa dalle parole di un ministro che dovrebbe tutelare tutti gli italiani e da un linguaggio non consono. Ancora di più sono sconvolto da come vengono calpestati sentimenti e storie».  
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«A tutto questo mi appello a tutta la comunità LGBT italiana affinchè ci si possa incontrare per definire le battaglie future e far sì, con una risposta unitaria, che queste affermazioni non vengano mai più pronunciate. Se ci sarà bisogno di scendere in piazza lo rifaremo perché i nostri sentimenti, le nostre famiglie, i nostri bambini non potranno mai essere denigrati come è avvenuto ieri sera». 

«Questo Paese ha fatto un passo in avanti con la legge Cirinnà per la quale lo stesso 

Movimento 5 Stelle ha ostacolato, la Lega addirittura ha tentato di ostacolare in tutti i modi il percorso parlamentare della legge senza risultati, anche se il vuoto della stepchild adoption rimane. Questo é un vuoto che rischia di diventare una voragine incolmabile in questo momento». 

«Faccio appello al Presidente della Repubblica affinchè possa essere garante della comunità LGBT e difenderla da simili attacchi. Con forza Ill.mo Presidente le chiediamo di non essere discriminati e trattati come se un pezzo di questo paese non esistesse. I bambini sono tutti uguali e l’amore è uno per tutti senza distinzione. La domanda che Le rivolgo è la seguente: “Chi ci difenderà se non lo fanno le istituzioni seguendo la Costituzione sulla quale giurano?”». 

 «Sia chiaro che non ci arrenderemo mai alla logica dei soprusi, della violenza verbale, del raccontare le non verità. É tempo che il movimento LGBT si organizzi per affrontare simili cose. Chi come me è avanti con gli anni ha visto con i propri occhi quello che è stata la storia del nostro paese sui temi LGBT e in generale sui diritti. Basta trattarci come fanalino di coda, come persone di serie B». 

«Alla Sindaca Chiara Appendino chiedo di prendere le distanze da simili affermazioni perché il suo impegno e quello della città di Torino su questi temi non può essere oscurato. É il momento in cui deve decidere da quale parte stare e soprattutto dire NO quando è il momento. 

La battaglia non si fermerà mai 

#vietatoarrendersi 

Gianni Reinetti» 

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