L’Italia (del Nord) omofoba che nega i gay pride
“Esibizionismo? No, un aiuto a chi è emarginato”

 Da Trento a Genova, molte amministrazioni dicono no alle manifestazioni “perché si tratta di folklore”
Arcigay: “Facciamo questi eventi pensando a chi ci dice che ha paura di partecipare e si sente colpevole”

 

 Il più coerente è Attilio Fontana: aveva detto no quando era sindaco di Varese e lo ha ribadito ora che è presidente della Lombardia. Nella geografia d’Italia sono sempre di più le realtà dove i Gay pride – le manifestazioni dell’orgoglio omosessuale – non ottengono il patrocinio delle istituzioni: succede nel profondo Nord, a Novara, Genova, Trento e Varese. Il tutto mentre in Italia oltre 50 persone sono vittime di omofobia ogni giorno, secondo i dati diffusi ieri da Gay Help Line per la giornata contro l’omofobia
 
 di RQuotidiano

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