Mai era accaduto che un bambino venisse indicato espressamente come figlio di due donne.
La sindaca Appendino commossa: «Scritto un pezzo di Storia»

  
Il piccolo Niccolò Pietro con le mamme e la sindaca Appendino
Il piccolo Niccolò Pietro con le mamme e la sindaca Appendino

 TORINO - Niccolò Pietro è stato registrato questa mattina all’anagrafe di Torino come figlio di due mamme: Chiara Foglietta, consigliera comunale del Pd, e Micaela Ghisleni. La registrazione dell’atto di nascita - il primo in Italia dove viene indicato espressamente quali genitori due donne - è stato firmato dalla sindaca Chiara Appendino. Questa mattina la prima cittadina, che venerdì aveva dichiarato di essere pronta a “forzare la mano” per riconoscere i figli di tutti, ha proceduto alla trascrizione degli atti di nascita dei figli nati all’estero di altre due coppie gay.

............................. il testo completo dell'articolo:

http://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_23/niccolo-figlio-due-mamme-registrato-all-anagrafe-torino

Ma c'è sempre chi frappone ostacoli, per motivi ideologici, aggrappandosi a leggi che non tengono conto dell'evoluzione della società

Figlio di due madri, Montaruli (FdI): «Governo mandi ispettori a Torino»
La parlamentare contro Appendino: «L’atto di registrazione del bimbo, firmato da Appendino, va impugnato. Un sindaco non può sostituirsi al legislatore»

«Il Governo mandi gli Ispettori nel Comune di Torino per acquisire l’atto di registrazione del bambino con due mamme firmato da Appendino e lo impugni». Lo chiede, in una nota, la parlamentare torinese di Fdi Augusta Montaruli
.
............................. il testo completo dell'articolo: 
http://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_24/figlio-due-madri-montaruli-fdi-governo-mandi-ispettori-torino

Figli di due madri, la diocesi di Torino all'attacco della sindaca Appendino

Il settimanale cattolico: "Strappo che sconcerta"

"Si può pensare che una legge dello Stato venga applicata a libera discrezione degli 8 mila Comuni d'Italia, ciascuno secondo il proprio orientamento? No, lascia davvero sconcertati lo strappo operato lunedì scorso dall'Amministrazione torinese". E' quanto si legge nell'editoriale de La Voce e Il Tempo, settimanale della Diocesi di Torino, sulla registrazione all'anagrafe di Niccolò Pietro e di altri tre bimbi nati da coppie omogenitoriali con la procreazione assistita. 

Commenti  

#1 Gino B. Ferrero 2018-05-04 13:43
Altrettanta aderenza alle leggi dello stato la vorrei vedere sostenuta anche nel caso dello scandaloso ricorso alla “obiezione di coscienza” da parte dei ginecologi che, lavorando in strutture pubbliche (a spese della collettività) rifiutano di praticare l’aborto pur nei severi limiti imposti dalla legge italiana.
Vorrei vedere un altrettanto accorato appello ai ginecologi obiettori affinchè SI DIMETTANO dai loro incarichi nelle strutture sanitarie pubbliche dove, in molti casi, una obiezione di massa, presumibilmente opportunistica, rende problematica, quando non impossibile, l’applicazione della legge n.194 del 22 5/1978.
Mi pare di ravvisare quantomeno una mancanza di coerenza, o meglio l'assunto che "le leggi non si possono forzare" solo quando ci piacciono così come sono, mentre possono essere disattese quando in contrasto con il nostro personale orientamento.
Citazione

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

I cookie ci aiutano a fornirti una buona esperienza di navigazione sul nostro sito. Continuando accetti il loro utilizzo.