Siamo ai parchetti vicino casa, Nicolò scorge una bambina e, tutto felice, le corre incontro urlando "biiiiiba". La bambina ha circa 5-6 anni, è bellissima e si chiama Enia. Le faccio i complimenti per il nome mentre loro cominciano a giocare insieme.
Poco dopo Enia mi guarda perplessa e mi dice "Ha le scarpe sbagliate!"  Guardo subito i piedi di Nicolò pensando di avergliele messe al contrario (cosa che ho già fatto, peraltro) e le dico "Ma non mi sembra, le ho messe giuste!" "Eh no, ha le scarpe da femmina!" - ribatte lei - indicando con il dito la "N" colorata di fucsia sulle scarpe di Nicolò.

Quelle scarpe, regalate dai nostri cari amici, che stamattina Nicolò ha indossato per la prima volta e di cui era entusiasta, con cui correva per casa urlando "beeeeeelle pacchi" (trad. beeeelle scarpe).
Sorrido, e le spiego che non esistono colori da femmina e colori da maschio, ma solo colori che ci piacciono e colori che ci piacciono di meno.
Le faccio anche notare che lei ha una graziosa felpa di colore blu, eppure è una bambina bellissima.
Mi sorride, la saluto e torno a casa con il groppo in gola. Mi parte un film mentale allucinante (giuro che non ero sotto l'effetto di stupefacenti) e proiettata nel futuro, immagino Nicolò a scuola, adolescente, ragazzo.
Nicolò, bimbo mio, io ti amo con tutto il cuore, e ti auguro che la vita possa sorriderti sempre.
Che nessuno ti giudichi per ciò che ti piace o che ti dica che è sbagliato.
Che tu voglia fare danza classica o il pugile.
Che il tuo colore preferito sia il rosa o il nero.
Che la tua passione sia l'uncinetto o l'heavy metal.
Che tu decida di amare una donna, un uomo, o entrambi.
Corri per il mondo amore mio, con le scarpe di tutti i colori che vuoi,  anche scalzo,.. se è ciò che desideri.
E se qualcuno ti dirà che è sbagliato, sorridi e mostra loro tutta la strada che hai fatto.

Marika