I genitori che tutti vorrebbero [Riproduzione da vanityfair.it]

Caro Massimo quindi tu e Patrizia siete di Agedo?

Si…io sono il tesoriere di Agedo Milano che si trova in via Bezzecca 4 e poi faccio parte anche del gruppo di ascolto che si incontra ogni giovedì…facciamo accoglienza ai genitori che hanno appena (o da poco) scoperto che il figlio o la figlia è omosessuale… In ogni caso uno degli obiettivi prioritari di Agedo è la parità dei diritti dei nostri figli.

Facciamo un passo indietro: voi come vi siete avvicinati ad Agedo?

Quando Alessandro ha fatto il coming out, dopo un po’,abbiamo scoperto l’esistenza di Agedo. Per noi è stato fondamentale. Avevo 60 anni e mi si è aperta la testa, è stato un arricchimento, un grande arricchimento, poiché ho conosciuto una parte del mondo a me completamente estranea e che non avrei mai pensato di apprezzare. La conoscenza fa cadere tutti i tabù ed i pregiudizi.

Come avete reagito quando Alessandro ha fatto il coming out?

Un giorno ci ha detto che voleva parlarci. Ci ha detto “Ci vediamo domani a mezzogiorno.”. Solo che mia moglie era in ritardo, quindi prima l’ha detto a me: “Papà sono gay”. Allora io mi sono alzato, sono andato in bagno e mi sono messo a piangere. Stavo malissimo, ma non volevo farlo soffrire facendogli vedere le mie lacrime. Poi sono uscito dal bagno, dopo un quarto d’ora, e ho cercato di capire…

E poi?

Poi è arrivata Patrizia. Alessandro le ha detto: “Mamma sono gay!”. Allora lei si è alzata è andata in bagno e si è messa a piangere. Stava malissimo, ma anche lei, come me, non voleva farlo soffrire facendogli vedere le sue lacrime. Poi è uscita dal bagno e insieme abbiamo cercato di capire…

Questo fatto che vi siete chiusi in bagno a piangere per non far soffrire Alessandro mi fa piangere, siete speciali…

Grazie…ma a noi è venuto naturale fare così…

E poi cos’avete fatto?

Abbiamo parlato molto, abbiamo letto di tutto e tra le tante cose abbiamo scoperto Agedo, quindi abbiamo contattato l’associazione e siamo stati accolti in un gruppo di ascolto, proprio come facciamo noi oggi con i genitori che arrivano. Agedo fa, appunto, assistenza ai genitori …mediamente nessuno è preparato, come tutti i genitori si fanno il filmetto di come sarà il figlio e poi il film non corrisponde.

Infatti i figli spesso hanno paura di deludere le aspettative dei genitori…

Eh si, siamo carichi di aspettative, ci immaginiamo facciano questo e quello, ma i figli hanno i loro desideri, i loro sogni da realizzare, i loro amori da vivere…

Quindi voi vi siete rivolti ad Agedo e…

E abbiamo cominciato a capire come stanno le cose…un genitore all’inizio va nel panico…pensa: adesso cosa succederà a mio figlio? Lo picchieranno?

A questo proposito, quali sono le domande più frequenti che fanno i genitori che chiedono aiuto ad Agedo?

Il problema più assillante è la paura che possa succedergli qualcosa di brutto…infatti chiedono: “Cosa succederà a mio figlio visto che fa parte di una minoranza?” L’altra difficoltà dei genitori riguarda il sesso (soprattutto per chi ha figli maschi)…e non si rendono conto che alla fine è la stessa cosa, ma capirlo non è così facile…noi cerchiamo appunto di aiutare un genitore a capirlo, lo aiutiamo a smontare tutti gli stereotipi.

Già, gli stereotipi.

La prima volta che io ho partecipato ad un evento organizzato da Agedo con genitori e figli ero convinto che avrei incontrato solo gay, invece, mi sbagliavo, in quel caso il più effeminato ero io…che sono eterosessuale…giuro…per dire le idee sbagliate che uno può avere in testa…

Esistono, secondo te, genitori “irrecuperabili”? Ovvero quelli che proprio non vogliono accettare che il figlio o la figlia sia omosessuale?

Purtroppo ne esistono ancora nel 2015.

Tu e Patrizia siete mai stati discriminati per “colpa” di Alessandro?

No, anzi, grazie a lui sono accaduti dei piccoli miracoli. Ad esempio, quando lui ha fatto il coming out, dopo qualche mese, io ho sentito il bisogno di dirlo a tutti i miei amici perché mi sembrava giusto, perché più che altro, non dicendo niente, mi sembrava di fare un torto a mio figlio.

Scusa Massimo, tu comunque sei un uomo particolarmente sensibile, intelligente e delicato, lasciatelo dire…

Grazie.

Dicevi...

I miei amici, quando hanno saputo di Ale, mi hanno ringraziato, mi hanno detto: “ci hai fatto un regalo” e a loro volta si sono sentiti più liberi di confidarmi le loro storie di genitori “alle prese” con i figli…siamo diventati più amici di prima e più sinceri tra di noi.

L’amore porta amore.

Si… insomma la conseguenza di questa dichiarazione ci ha avvicinato ancora di più…e ha unito ancora di più soprattutto la nostra famiglia. Da quando Ale è uscito allo scoperto…siamo tutti più felici.

Secondo te c’è ancora molto da “lottare” perché tutti raggiungano diritti, libertà e felicità?

Mi è venuto in mente un epitaffio di un soldato reduce del Vietnam "Ho ucciso due uomini e mi hanno dato una medaglia, ne ho amato uno e mi hanno congedato.”

Caro Massimo grazie! I genitori come te e Patrizia mi commuovono, mi fanno piangere e io sarò anche diventata particolarmente sensibile, ma la verità è che voi siete esseri umani particolarmente speciali. Grazie.