UN* GIOVAN* CI INVIA LA SUA LETTERA
Arcigay Chieti

Cari mamma e papà,
scusatemi se vi mando questa lettera, conoscendomi, se avessi preso l’iniziativa nel parlarvi di questa cosa, probabilmente avrei balbettato e come sempre, cambiato discorso, perché troppo insicuro nell’espormi. Volevo dirvi che mi dispiace se ve lo dico solo ora, ma non ero sicuro della mia vita e della vostra reazione. Sono qui per dirvi che sono gay, omosessuale. Che paura che fa questa parola per chi la sente la prima volta, vero?
Lasciate che vi spieghi, datemi un minuto e vedrete come quella parola possa alleviare tutte le vostre paure.
Vi giuro, ho provato ad essere normale, dico normale perché è il termine che la società usa (in questo caso) per raccontare qualcosa che rientra nelle abitudini, nelle quotidianità.
Ma in fondo cos’è la normalità?
La normalità non esiste, è solo una favola che le persone si raccontano per sentirsi meglio quando si trovano costretti a riconoscere che la maggior parte delle cose che accadono attorno a loro, non è affatto “normale”.
Siamo un branco di pazzi, sempre alla ricerca continua di un qualcosa che riesca a colmare un’assenza, un vuoto, o magari siamo alla ricerca continua di un qualcosa che ci tolga di dosso un peso, perché non ne possiamo più, siamo stanchi….stanchi, come me, stanco di portare questo macigno sulle spalle, di fingere, di indossare sempre la stessa maschera perché non vorrei mai che qualcosa facesse voi del male, ma credetemi, non ce la faccio più. Voglio sentirmi leggero, per una volta in tutti gli ambiti, non voglio solo sostare.
Voglio dirvi che mi fa male sapere che il mio ragazzo ai vostri occhi è solo un amico, perché non lo è, è il ragazzo che amo, con cui condivido tutto, che sento il suo profumo anche quando non c’è. Sono stanco di mentirvi dicendo che sono solo in casa, quando il mio ragazzo è in camera che mi aspetta per vedere un film, solo perché ho paura dei vostri ipotetici pensieri. Sono paranoico lo so.
Sono stanco di mentire, perché è la mia vita, sono questo e nessuno può cambiarmi, perché ho imparato ad amare e ad amarmi.

Sono stanco di mentire, perché il mio ragazzo merita il posto che merita nella mia vita, come fidanzato, come persona che amo, e non posso celarvi il mio amore per lui, perché lui merita di guardarvi come se nulla fosse.

Sono stanco di mentire, perché voglio che voi vediate veramente il vostro vero figlio.

Sono stanco perché voglio che voi viviate la felicità di vostro figlio come se fosse vostra.

Sono stanco perché non posso rispondere al telefono “Ehi amore, pronto?” avanti a voi.

Sono stanco, perché ogni giorno penso che voi non possiate capire…

Sono semplicemente stanco di essere un’altra persona….

Scusatemi, ma sono stanco…”

La lettera che non verrà mai spedita ai genitori.

Grazie