A tematica LGBT:

My beautiful Laundrette (1985). 
Potente commedia sociale firmata Stephen Frear, che affronta anche il tema del razzismo e della disparità socio-economica nella Londra della Thatcher.

Maurice (1987). 
Film di James Ivory, ambientato a Cambridge nel 1909. Maurice (James Wilby), giovane universitario, si innamora del compagno di studi Clive (Hugh Grant). I due vivono un rapporto amoroso difficile, privo di alcuna fisicità, ma che porta Maurice (apparentemente in misura più sfumata Clive) a una consapevolezza profonda di sé e dei suoi orientamenti affettivi e sessuali.
Locandina Belli e dannati Belli e dannati (1991). 
Di Gus Van Sant. I protagonisti sono River Phoenix (Mike) e Keanu Reeves (Scott), due escort per uomini legati da profonda amicizia. Il film ha poco a che fare con la sessualità, ma con l’amore. Interpretazioni magistrali.
  Beautiful Thing (1996). 
Diretto da Hettie Macdonald, è l’adattamento di una commedia teatrale di Jonathan Harvey. E’ la storia di due adolescenti che, in un’estate londinese, scoprono il proprio orientamento sessuale e la reciproca attrazione. Storia d’amore complicata anche dal contesto familiare in cui vivono.
 Locandina happy together Happy together (1997). 
Di Wong Kar-wai, rappresentò all’epoca una novità assoluta per la cinematografia cinese, che mai prima di allora aveva osato trattare simili tematiche, Rappresenta inoltre uno sguardo sull’inquietudine e la malinconia che, sotto ogni cielo, affliggono la gioventù.
  Tutto su mia madre (1999). 
Pedro Almodòvar parte dal dolore di una madre che, dopo un incidente d’auto, va alla ricerca dell’uomo con il quale ha generato il proprio figlio, muovendosi nel mondo queer di Barcellona. Le cifre stilistiche del film sono quelle tipiche del grande regista spagnolo: sensibilità e delicatezza unite a un umorismo che sa di assurdo, con cui si celebra la sessualità e l’altruismo.
  Boys don’t cry (1999). 
Hilary Swank nel ruolo di Brando Tea, un uomo transessuale ucciso in Nebraska solo perché rivendicava la sua libertà di essere se stesso. Questo film, drammatico e commovente, ha contribuito non poco a portare alla luce la questione della transessualità. Diretto da Kimberly Peirce.
  Hedwig. La diva con qualcosa in più (2001). 
Tratto da un popolare musical, è un bellissimo film di John Cameron Mitchell, qui sceneggiatore, regista e interprete nel ruolo principale. Hedwig è una rockstar transessuale che nasconde la propria solitudine e le proprie difficoltà esistenziali sotto la maschera del make up.
 

The Hours (2002).  
Dramma esistenziale di Stephen Daldry, che intreccia mirabilmente la vita di Virginia Woolf (Nicole Kidman, che vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista), una casalinga degli anni ’50 (Julianne Moore) e una moderna signora Dalloway (Meryl Streep) in un unico racconto. Una sottile linea unisce ognuna di loro, interrogandole sul proprio orientamento sessuale e affettivo, in contrasto con quelle che sono le aspettative di una società eteronormata.

The Hours (in inglese)

 Locandina Transamerica Transamerica (2005). 
Di Duncan Tucker.  Felicity Huffman, nel ruolo di “Bree” Osbourne, conquista una nomination all’Oscar tra le migliori attrici protagoniste, ottenendo poi il pieno riconoscimento al Golden Globe. Si narrano le vicende di “Bree”, donna transgender colta e raffinata, per quanto residente in un quartiere povero di Los Angeles, e in attesa di poter disporre delle risorse economiche per effettuare la riconversione chirurgica. Scopre di avere un figlio, Toby, e il film si sviluppa all’interno del rapporto difficile e controverso  con lui.
 Locandina A single man A single man (2009). 
Splendido dramma di Tom Ford, che narra di un professore inglese caduto in depressione dopo la morte del suo compagno. Intensa, notevolissima interpretazione di Colin Firth nel ruolo principale (per cui vinse il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia).
  I ragazzi stanno bene (2010). 
Le attrici protagoniste sono Annette Bening e Julianne Moore, che trasmettono splendidamente l’aria di famiglia nata con il loro matrimonio. Si tratta quindi di una famiglia composta da due mamme. Una famiglia normale, come tutte le altre. Regia e co-sceneggiatura di Lisa Cholodenko. Visione particolarmente significativa di questi tempi politici difficili e controversi, anche attorno a questi temi.
  Pariah (2011). 
Il film si concentra su Alike, adolescente afro-americana di Brooklyn, certa del suo orientamento, ma del quale indaga ragioni e significati. La regista Dee Rees cattura in modo eccellente quella fase esistenziale e rifiuta concettualmente ogni tipo di dogmatismo e classificazione.
  Carol (2015). 
Un gioiello di Todd Haynes, coadiuvato dalla bravura di Cate Blanchett e Rooney Mara. Ambientato negli anni ’50, racconta l’intensa storia d’amore tra due donne, una sposata e con un figlio, l’altra alle sue prime esperienze. Tratto dal romanzo omonimo di Patricia Highsmith.
 Locandina Tangerine Tangerine (2015). 
Le protagoniste sono due prostitute transessuali di Los Angeles, ed è stato girato con un IPhone 5s. Diretto da Sean Baker, il tema è la solitudine dell’universo femminile, affrontato in modo nuovo. Al pari di Transamerica è uno sguardo sulla realtà, tanto spesso infelice e amara, delle persone transessuali.